
Acufene guarito da solo: quanto è frequente, e in quali casi
Ci sono notti in cui quel fischio o quel ronzio sembra l'unica cosa rimasta sveglia insieme a te, e ti chiedi se resterà per sempre o se, con il tempo, se ne andrà.
Se hai un problema di tiroide e da un po' senti anche un fischio o un ronzio nelle orecchie, ti sarai chiesto se le due cose sono collegate.

Se hai un problema di tiroide e da un po' senti anche un fischio o un ronzio nelle orecchie, ti sarai chiesto se le due cose sono collegate. È una domanda legittima, e infatti qualcuno è andato a guardare proprio questo: chi ha una tiroide che funziona troppo poco o troppo, sviluppa acufene più spesso di chi non ha problemi tiroidei?
La risposta, in breve, è: un po' sì, ma molto meno di quanto ti aspetteresti, e soprattutto non si sa ancora perché.
Alcune ricerche che hanno seguito nel tempo grandi gruppi di persone hanno notato che chi riceve una diagnosi di tiroide poco attiva, o al contrario iperattiva, ha una probabilità leggermente più alta di sviluppare acufene rispetto a chi non ha disturbi tiroidei. La cosa interessante è che l'aumento di rischio è quasi identico nelle due direzioni: non conta se la tiroide lavora troppo poco o troppo, il risultato osservato è molto simile.
Va detto subito, però, che si tratta di un legame statistico, non di una prova che sia la tiroide a causare l'acufene. Chi ha guardato bene i dati ha notato che altri fattori, come un calo dell'udito già presente, le vertigini o i disturbi del sonno, pesano molto di più nel far comparire l'acufene rispetto alla sola presenza di un problema tiroideo. La tiroide, insomma, sembra essere uno dei tanti elementi che si accompagnano all'acufene, non la causa principale.
Il fatto che ipotiroidismo e ipertiroidismo diano risultati così simili fa pensare a qualcosa di più semplice di un meccanismo ormonale specifico. Quando ricevi una diagnosi di tiroide, entri in un giro di controlli medici più frequente: vedi più spesso un medico, fai più visite, e questo aumenta anche la probabilità che un fischio nelle orecchie venga notato e registrato, indipendentemente dal fatto che la tiroide c'entri davvero qualcosa. È un'ipotesi plausibile, non una certezza: nessuno degli studi disponibili permette di dire con sicurezza se sia questa la spiegazione giusta.
Sul piano biologico, chi si occupa di questi meccanismi ha proposto diverse idee su come la tiroide potrebbe influenzare l'orecchio interno: un effetto sul flusso di sangue che arriva alla parte più delicata dell'udito, un'influenza degli ormoni tiroidei su alcune proteine che servono al buon funzionamento delle cellule dell'udito, piccoli cambiamenti nelle strutture interne dell'orecchio. Sono ipotesi ragionevoli, studiate soprattutto a partire da casi singoli più che da ricerche ampie e solide, e riguardano più che altro la perdita di udito legata alla tiroide, non l'acufene in senso stretto. In alcune forme autoimmuni di malattia tiroidea si è anche notato un possibile coinvolgimento del sistema immunitario nei problemi di udito, ma anche qui si parla di un'ipotesi interessante, non di qualcosa di dimostrato.
Il punto più onesto da fare è questo: non sappiamo se curare la tiroide, quando è davvero fuori equilibrio, faccia migliorare anche l'acufene. Gli studi che hanno osservato il legame fra le due cose non hanno seguito le persone dopo l'inizio della terapia, quindi su questo non ci sono ancora risposte chiare. Qualche osservazione aneddotica racconta di un miglioramento dell'udito dopo la terapia sostitutiva in alcune persone con tiroide poco attiva, ma è un'osservazione isolata, non qualcosa su cui si possa contare.
Per questo motivo, il dosaggio degli ormoni tiroidei non fa parte degli esami che si fanno di routine quando si valuta un acufene. Non perché la tiroide non conti mai, ma perché al momento non ci sono elementi sufficienti per dire che vada controllata sempre e comunque in chi sente un ronzio nelle orecchie. Se il tuo medico ritiene utile controllarla, lo farà in base al quadro generale, non perché sia un passaggio automatico.
Avere un problema di tiroide non cambia le indicazioni generali che valgono per l'acufene: se il ronzio compare all'improvviso insieme a un calo dell'udito, se senti un acufene che segue il battito del cuore, o se riguarda solo un orecchio e non passa, è una buona idea parlarne con un medico, che saprà valutare la situazione con calma insieme a te. Nella grande maggioranza dei casi non si tratta di nulla di grave, ma vale sempre la pena farsi ascoltare quando qualcosa ti preoccupa.
Il legame esiste ma è debole. Alcuni studi su grandi gruppi di persone hanno visto che chi ha una tiroide poco attiva o iperattiva ha una probabilità leggermente più alta di sviluppare acufene. È un legame statistico, non una prova che la tiroide lo causi: calo dell'udito, vertigini e disturbi del sonno pesano molto di più.
Sì, l'aumento di rischio osservato è quasi identico nelle due direzioni. Questo fa pensare a una spiegazione semplice: chi ha una diagnosi di tiroide fa più controlli medici, quindi è più probabile che un fischio venga notato e registrato. È un'ipotesi plausibile, non una certezza.
Non lo sappiamo. Gli studi che hanno osservato il legame non hanno seguito le persone dopo l'inizio della terapia. Esiste qualche osservazione isolata di miglioramento dell'udito dopo la terapia per la tiroide poco attiva, ma non è qualcosa su cui si possa contare.
Il dosaggio degli ormoni tiroidei non fa parte degli esami di routine per l'acufene, perché non ci sono elementi sufficienti per dire che vada controllato sempre. Il medico può deciderlo in base al quadro generale della persona.
Valgono le stesse indicazioni generali per l'acufene: conviene parlarne con un medico se il ronzio compare all'improvviso con un calo dell'udito, se segue il battito del cuore, o se riguarda un solo orecchio e non passa. Nella grande maggioranza dei casi non si tratta di nulla di grave.

Ci sono notti in cui quel fischio o quel ronzio sembra l'unica cosa rimasta sveglia insieme a te, e ti chiedi se resterà per sempre o se, con il tempo, se ne andrà.

C'è una cosa curiosa che capita ad alcune persone con l'acufene: se girano la testa, se premono su un punto del collo, se stringono i denti, il fischio cambia.

Sono le undici di sera, sei a letto, e in quel silenzio il fischio nelle orecchie si sente più forte del solito. Ti viene naturale pensare al peggio: sta danneggiando il mio udito?